La psicoterapia in età adulta

La psicoterapia in età adulta

Prendersi cura di una persona, significa prima di tutto pensarla, creare un ponte invisibile fatto di empatia e di interesse verso di lei, e costruire insieme a lei uno spazio dove accoglierla con tutto il suo bagaglio di sofferenza. L’incontro tra terapeuta e paziente è un atto creativo, frutto dello scambio all’interno di un campo relazionale, i cui ingredienti sono l’originalità/singolarità delle parti che lo costituiscono, la parola e l’ascolto empatico. Elementi questi, che fin dai primi momenti sono tesi a costruire uno spazio potenzialmente elaborativo e trasformativo della domanda esplicita o inconscia del paziente.

La psicoterapia rappresenta non solo la possibilità di operare trasformazioni su sé stessi, ma bensì può aprire all’opportunità di riparare, accedere, transitare verso il raggiungimento di un nuovo  equilibrio, più funzionale ed efficace. Permette alla persona di imparare con pazienza a disegnare dentro di sè una configurazione familiare entro la quale risiedono i punti più fragili e capire quali di essi potranno ricevere aiuto a partire dalle proprie risorse. È a partire dalla storia della persona, che nel processo di terapia possiamo provare a significare e dare senso ai sintomi e alla sofferenza.

Il terapeuta spesso, si trova ad accogliere una trama talvolta ampiamente lacerata dalle esperienze di vita e prova pian piano a metterla insieme. Egli si pone come fosse uno strumento di ricezione di elementi che compaiono contemporaneamente sul piano sincronico –qui ed ora- e diacronico. Infatti, quel che compare adesso, presente, esplicito, oggettivabile o solo intravedibile, rimanda a ciò che era là e allora, a un tempo trascorso, riconducibile a una storia, ai suoi momenti o passaggi, alle persone che vi hanno partecipato e alle relazioni che lo hanno co-prodotto e che continuano a ri-significarlo.

La terapia può aiutare allora, a costruire uno spazio di pensiero su come e cosa può aver portato alla situazione attuale. Un’esperienza nuova che, se da un lato può spaventare o disorientare, può altresì introdurre una comprensione del problema inaspettata, non contemplata prima. Lo spazio della psicoterapia si offre quale prezioso deposito/alloggio in cui poter finalmente iniziare a vedere in controluce quanto, inguardabile, era sotto gli occhi, e a cui provare a proporre una residenza emotiva.

 

“Mi ha sempre affascinato l’idea che le parole – cariche di significato e dunque di forza – nascondano in sé un potere diverso e superiore rispetto a quello di comunicare, trasmettere messaggi, raccontare storie. L’idea, cioè, che abbiano il potere di produrre trasformazioni, che possano essere, letteralmente, lo strumento per cambiare il mondo.”

(Gianrico Carofiglio, La manomissione delle parole, 2010)

 



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