Le tappe dello sviluppo neuropsicomotorio

Le tappe dello sviluppo neuropsicomotorio

Lo sviluppo neuropsicomotorio è il processo maturativo che consente al bambino di acquisire competenze e abilità motorie, cognitive, relazionali ed emotive. Il processo avviene per “tappe” ed è essenzialmente dipendente dalla maturazione del Sistema Nervoso Centrale.

Tempi e modalità sono variabili ma è possibile individuare nel processo una sequenza e una naturale cronologia di sviluppo. Conoscere questa sequenza è indispensabile per poter cogliere precocemente i segni indicativi di un disturbo dello sviluppo e pertanto in questo articolo, che avrà delle parti anche tecniche, vedremo quali sono i tempi per lo sviluppo delle abilità neuropsicomotorie. Nel prossimo articolo vedremo, nella pratica, invece quali sono i campanelli d’allarme per cui dovremmo richiedere un consulto ad un professionista.

 

Dalla nascita ai due mesi

Si sviluppano le abilità visive: fino ai tre mesi i bambini vedono meglio quando guardano le cose o i volti con la coda dell’occhio – visione periferica – poi, gradualmente, sviluppano la visione centrale e dai tre mesi in poi cominciano a guardarsi le mani e possono seguire con lo sguardo un oggetto in movimento circolare. Dal punto di vista della postura e dei movimenti, mantengono la posizione supina e la posizione prona. Dal punto di vista sociale, mostrano sorriso sociale e vocalizzi di risposta.

 

Dai due mesi ai sei mesi

Dai quattro mesi di età la visione del bambino è simile a quella dell’adulto. Durante questo periodo il bambino comincia a integrare ciò che vede con ciò che gusta, con ciò che sente e con le sensazioni che prova. Dai tre mesi, il cervello del bambino è in grado di distinguere diverse centinaia di parole del linguaggio parlato. Dal punto di vista motorio e motorio prassico, intorno al terzo mese acquisiscono il controllo del capo, esplorano tattilmente le mani e afferrano gli oggetti con entrambe le mani. Iniziano i vocalizzi e le prime manifestazioni di affetto (osservabile il gioco interattivo con la madre).

 

Dai sei ai nove mesi

Il bambino acquisisce la stazione seduta autonoma e il gattonamento. Alla fine di questo periodo, il bambino è in grado di stare in piedi per qualche istante da solo o con sostegno o anche di spostarsi con appoggio laterale. Per quanto riguarda la coordinazione motoria, si inizia con la capacità di eseguire semplici azioni motorie – come tenere in mano il biberon – fino a sviluppare la capacità di usare la pinza formata dal pollice e uno o due dita per prendere piccoli oggetti. Al sesto mese inizia a raggiungere e afferrare goffamente un oggetto con cui giocare e inizia a svilupparsi il legame tra suono e significato delle parole.

 

Dai nove ai dodici mesi

Impara a “leggere” le parole, i gesti e le espressioni del volto di chi si occupa di lui. La sua memoria si incrementa e compare una nuova abilità nel ricordare esperienze passate. La capacità di regolare ed esprimere le emozioni aumenta. Dal punto di vista motorio impara a mettersi in piedi da solo e a stare in piedi senza aiuto. Nella fase finale di questo stadio comincia a spostarsi appoggiandosi ai mobili e agli oggetti e poi autonomamente. Dagli otto ai dieci mesi mostra di comprendere le parole, rispondendo a ordini semplici come fare “ciao” con la mano o “mandare” un bacio. A 12 mesi comincia a indicare con il dito (pointing indicativo e richiestivo) per spostare l’attenzione condivisa con un adulto su un oggetto o per richiederlo.

 

Dai dodici mesi ai due anni e mezzo

A 18 mesi cammina fluentemente e corre goffamente, fino ad arrivare ad una corsa fluente e coordinata all’età di due anni. A due anni si accovaccia, sale e scende le scale con appoggio monolaterale, fino a due anni e mezzo in cui il bambino riesce a saltare e stare sulle punte dei piedi. Dal punto di vista motorio prassico e ludico, a 12 mesi il bambino lancia intenzionalmente gli oggetti osservandoli mentre cadono a terra, può costruire una torre con due cubi, comincia a comprendere la funzione degli oggetti attraverso l’uso, esplora l’ambiente ed attiva un gioco funzionale, fino ad arrivare a circa 2 anni quando mostra di avere buone abilità manipolatorie, costruisce torri di 6-7 cubi, inizia ad attivare sequenze di gioco simbolico e gioco parallelo. A 2 anni e mezzo produce 200 parole riconoscibili, conosce il suo nome e cognome, fa continuamente domande.

 

Dai tre ai cinque anni

Sale e scende le scale autonomamente, quando sale alterna i piedi, aggira gli ostacoli durante la corsa, fino ad arrivare a 4 anni in cui riesce a stare su una gamba sola e saltellare su un solo piede. A tre anni si definisce la lateralità rispetto alla vista, udito, alle mani e ai piedi. Dal punto di vista motorio prassico e ludico simbolico, a 3 anni costruisce torri di 9-10 cubi, costruisce il ponte, infila le perle, disegna il cerchio, la croce e l’omino testone, condivide i propri giocattoli e attua sequenze di gioco basate sull’immaginazione; a 4 anni utilizza le figure geometriche per disegnare e introduce il tronco nel disegno della figura umana, a 5 anni disegna la figura umana ricca di particolari e paesaggi che rappresentano il proprio contenuto emozionale, mette in atto un gioco narrativo e socio drammatico, gioco di gruppo e comprende il rispetto delle regole. Dal punto di vista socio comunicativo, il bambino è capace di descrivere attività del presente ed esperienze passate, chiede di risentire le favole preferite, sa contare fino a 10 e sostiene piccole conversazioni; a 4 anni si introduce la competenza sintattica, comprende concetti astratti (prima-dopo-se), conta a memoria fino a 20 od oltre, gli piacciono i nonsense verbali, utilizza frasi con soggetto, verbo e oggetto con complementi. A 5 anni subentra la competenza linguistica e metafonologica e la comprensione dei concetti temporali.

 

Dai sei anni all’adolescenza

Dai 6 anni il bambino è proiettato verso l’apprendimento delle abilità scolastiche, lo sviluppo dei processi cognitivi e la generalizzazione delle competenze apprese. In età scolare il bambino raggiungerà la capacità di pensiero operativo concreto: confrontare proprietà di oggetti diversi, classificare, seriare, ordinare. Il limite sarà comunque la necessità del supporto concreto. Nel periodo puberale diventerà, invece, in grado di ragionare in maniera scientifica, cioè facendo ipotesi e pianificando alternative e soluzioni. È in questo periodo che maturano le connessioni fra regioni encefaliche.

 

Infine rimane una domanda: come possono aiutarci queste informazioni? lo scopriremo nel prossimo articolo!

 



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