Esercizi di logopedia per il disturbo del linguaggio

Esercizi di logopedia per il disturbo del linguaggio

Nel precedente articolo “quando rivolgersi al logopedista” abbiamo scoperto quali sono i segnali da cogliere per capire se dobbiamo rivolgerci ad un professionista. Oggi andiamo a trattare un argomento importante, GLI ESERCIZI DI LOGOPEDIA.

Tanti genitori si interrogano su come integrare a casa il lavoro che il proprio bambino fa con il logopedista. Non esistono esercizi di logopedia universali, ogni trattamento è personalizzato.

II logopedista non propone mai un’attività chiamandola “esercizio di logopedia”, pensiamo piuttosto che il linguaggio si sviluppa in un contesto motivante e stimolante per il bambino, che è sempre una parte attiva dello scambio comunicativo.

Esercizi di logopedia” non è forse il modo migliore di definire ciò che state cercando, se volete aiutare a casa i vostri bambini che seguono un percorso di logopedia avete uno strumento ben più valido di qualche esercizio: la condivisione della quotidianità! È infatti possibile sfruttare quasi tutte le situazioni di vita domestica per stimolare il linguaggio.

Inoltre, proporre frequentemente attività strutturate può portare ad un rifiuto da parte del bambino, che potrebbe percepire che “se parla è bravo e se non parla è cattivo”. Non può perciò passare il messaggio che sia un problema se parla poco o male, e incoraggiare sempre la comunicazione, in tutte le sue forme.

Andiamo a vedere quali comportamenti e strategie possiamo mettere in atto nelle routine di tutti i giorni per stimolare la comunicazione verbale:

  • Descrivere gli oggetti mentre vengono utilizzati e le azioni mentre vengono compiute, ripetendosi, senza paura di essere ridondanti “sbuccio la mela, taglio la mela, mangiamo la mela, è proprio buona questa mela”
  • Fare domande, specialmente chiuse “Giochiamo con il treno o con la palla?” “Vuoi il succo o la mela?”
  • Non utilizzare il linguaggio sempre e solo per vietare “non fare questo”, o imporre “vieni qui”, “siediti”, ma anche per indicare, commentare, spiegare, raccontare e giocare.
  • Se il bambino fa uso di gesti, ripeterne verbalmente il significato
  • Ampliare la frase o la parola che il bambino pronuncia “palla” “ecco la palla, la palla rossa”
  • Riformulare ovvero ripetere quello che il bambino cerca di comunicare, senza però correggere esplicitamente: “pappa cane” “sì, il cane fa la pappa” “metto cappa” “si, ti metti la scarpa”
  • Far comprendere al bambino che capite che sta cercando di comunicarvi qualcosa
  • Non anticipare i desideri ma lasciare al bambino il tempo per formulare la richiesta in maniera più esplicita
  • Incoraggiare sempre la comunicazione.

Può essere utile correggere ogni tanto il bambino durante l’eloquio spontaneo, fare però attenzione ad individuare il momento opportuno per farlo. La correzione non deve essere imposta come un rimprovero, ma come un incoraggiamento per ottenere una nuova conquista. Perciò evitare di fare correzioni quando il bambino racconta un episodio con enfasi, è davanti ad altre persone o quando è arrabbiato.

Ricorda sempre che in caso di segnali che suonano come campanelli d’allarme è opportuno rivolgersi al logopedista senza perdere tempo. Un lasso di tempo breve per un adulto rappresenta un tempo lungo per un bambino.

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Se vuoi avere maggiori informazioni o hai bisogno di una prima valutazione, contattaci, siamo pronti ad ascoltarti.

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