La terapia di coppia nel setting online

La terapia di coppia nel setting online

Cosa intendiamo con il concetto “lavorare con la coppia coniugale”?

La dimensione di coppia può prevedere due diversi aspetti: quello della coppia coniugale e quello della coppia genitoriale. Entrambi i livelli, si possono affrontare in psicoterapia, perseguendo diversi obiettivi.  Questo articolo, sarà dedicato alla riflessione sulla coppia coniugale, come inizio di un percorso in questo mondo così coinvolgente.

Perché intraprendere un lavoro con la coppia coniugale?

La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo. La coppia viene in terapia dopo aver provato diverse strade, spesso in solitudine. Ognuno dei partner tenta di risolvere, o di accantonare, spostandolo sull’altro, il problema di coppia, pensando o sperando che con il tempo le cose si possano aggiustare, o ancor più frequentemente, attribuendo appunto al partner, la responsabilità della relazione disfunzionale e quindi delegando all’altro, l’arduo compito di risolvere da solo il problema, visto che proprio lui o lei ne rappresentano la causa.

Ma l’esperienza clinica, ci insegna che se la coppia ha un problema, sono entrambi ad averlo ed a doverlo affrontare. In questo contesto, il lavoro con la coppia coniugale assume una valenza fondamentale che permette alla coppia di trovare risorse e strategie, individuali e di coppia, per affrontare le loro difficoltà e provare a superarle in maniera più funzionale. In questa direzione, ovviamente la modalità di lavoro “in presenza” rimane comunque sempre da privilegiare, quando possibile, ma, in linea con i problemi legati alla storicità del momento, è subentrata a volte, la necessità di mantenere la continuità terapeutica attraverso una modalità “a distanza”, online, che permette, o “costringe”, di costruire un nuovo setting terapeutico.

Inizialmente, almeno per chi scrive, è stata un’esperienza curiosa e complessa, piena di incognite difficilmente prevedibile e soprattutto di gestione complessa. A distanza, non è più possibile valutare ed usare quegli aspetti prossemici così significativi e strategicamente utili nel lavoro psicoterapeutico, soprattutto in funzione delle dinamiche di coppia. Cambia però la prospettiva della visione della coppia. Ci sono alcune caratteristiche da rivisitare con una nuova chiave di lettura: i partner devono forzatamente essere più vicini fisicamente, così da essere compresi entrambi nel campo visivo della webcam. Questo li “costringe” ad una vicinanza nuova, a volte anche facilitante la relazione e comunque da sperimentare con emozioni diverse. Inoltre, il terapeuta ha la possibilità di vederli più vicini, dentro al suo monitor che diventa un nuovo spazio terapeutico, ridotto ma anche in grado di permettere una diversa attenzione a particolari della coppia che prima si presentavano diversamente. Il comportamento non verbale del viso di entrambi, “racchiuso simultaneamente” dentro lo spazio dello schermo, poi, assume una diversa importanza, utile per cogliere microespressioni facciali che sottolineano gli interventi reciproci.

In conclusione, pensiamo che la modalità online sia una modalità che in qualche modo ha arricchito la precedente, che non potrà certamente sostituirla, ma, come in ogni esperienza nuova, ha contribuito ad arricchire il punto di vista del setting psicoterapeutico.



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