La valutazione Psicologica

La valutazione Psicologica

Ciò che guida il nostro lavoro è la convinzione che il primo passo per prendersi cura dell’altro sia comprendere e riconoscere la sua sofferenza prima ancora di affrontarla: proprio per questo motivo, nella valutazione psicologica, l’accoglienza risulta uno dei capisaldi del nostro modo di operare.

Nella fase conoscitiva, “Accogliere” significa “capire” ed “esplorare” il vissuto della persona che si è rivolta a noi e di coloro che lo circondano quotidianamente, sia attraverso un ascolto attivo, sia attraverso l’ausilio di specifici strumenti.  In questa fase “Accogliere” significa anche “accettare” l’altro e fornirgli un contesto in cui sentirsi gradito, sostenuto, guidato.

Oltre la fase conoscitiva, si concretizza il processo di valutazione. È importante costruire una corretta formulazione di ciò che rappresenta la fonte di sofferenza, nonché i meccanismi che contribuiscono al suo mantenimento, e soprattutto le risorse di cui si dispone per affrontarla. Per questo motivo il processo di valutazione psicologica è un processo molto complesso e richiede non solo le competenze tecniche per riuscire ad utilizzare gli strumenti a disposizione del clinico, ma anche la capacità e la flessibilità di saper utilizzare in modo strategico le informazioni ricavate e di ricucirle nella storia di ogni singola persona. La fusione di questi due aspetti fa sì che il momento della valutazione sia paragonabile alla costruzione di un puzzle che, una volta completato, restituisca un’immagine del cliente nel qui ed ora. Questa “fotografia” si arricchisce inoltre delle esperienze e della storia di vita del cliente, mettendo a fuoco le sue modalità di funzionamento, le sue fragilità, ma anche e soprattutto le sue potenzialità inespresse.

Il risultato della valutazione psicologica è la restituzione, quel momento in cui tutte le informazioni raccolte dagli specialisti vengono comunicate in modo chiaro e organizzato al cliente: in questo momento “accogliere” acquista un ulteriore valenza, quella del “dare significato”, di “rispondere” alle domande del cliente e della sua famiglia, nel caso di un bambino o di un ragazzo.

A partire da qui, inizia la formulazione dell’intervento, sancendo la concretizzazione della nostra mission: il prendersi cura di chi si rivolge a noi.

 

“Chiunque tenda le proprie mani in cerca di risposte merita attenzione”

 



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