Quando le maschere sono ferite: il parere dello psicoterapeuta

Quando le maschere sono ferite: il parere dello psicoterapeuta

Ognuno di noi nella propria vita, si troverà prima o poi ad imbattersi nel “dilemma della maschera”, ovvero nella possibilità di indossare qualcosa che possa proteggere quelle parti più fragili dell’animo umano che albergano in tutti noi e che vanno a pescare nel nostro modo di difenderci dai dolori della vita.

Lo stesso Pirandello ci aiutò a capire che: “…Imparerai a tue spese, che nel lungo tragitto della vita, incontrerai tante maschere e pochi volti”.

Durante il mio lavoro di psicoterapeuta,  ho incontrato continuamente maschere indossate da persone di ogni età e condizione, messe lì per nascondere le proprie ferite psicologiche profonde, usate affinché nessuno, nella propria illusione, riuscisse a riconoscere all’interno, la vera sembianza della propria sofferenza.

La maschera all’inizio risulta fondamentale per “sopravvivere” al dolore, serve per confondere noi stessi e nascondere le nostre ferite, è forse il miglior compromesso che ognuno di noi riesce a trovare in sé stesso.

Quando, costretti dagli eventi e dalle ferite, abbiamo “inconsciamente deciso” di indossare una maschera, significa che ne siamo stati indotti da emozioni faticose da sostenere.

Nel lavoro psicoterapeutico, cerchiamo di capire insieme al paziente, cosa si cela dietro e come è possibile trovare diverse e più efficaci soluzioni. Il viaggio psicoterapeutico ci permette di trovare soluzioni emotive alternative e più efficaci, decidendo a mano a mano, come lentamente toglierla e come sostituirla, attraverso le nostre risorse, da emozioni più serene e funzionali a noi ed alla nostra vita.

Possiamo imparare pian piano a fidarci sempre di più delle nostre risorse, dal momento in cui abbiamo deciso di concederci la possibilità di togliere la nostra maschera e metterla da parte.

Su questo ognuno di noi potrà acquisire la consapevolezza del cambiamento come momento trasformativo e migliorativo, tale da creare la condizione di partecipare alla vita più forti, senza dover più ricorrere alla maschera come difesa prevalente della vita emotiva stessa.

Per finire, nelle mie riflessioni ho imparato a capire che la maschera è utile all’inizio della nostra vita, anzi, a volte proprio necessaria, poi, però, possiamo considerare la possibilità di toglierla dal nostro viso, dal nostro cuore e dalla nostra anima, magari appoggiandola delicatamente su quella vecchia sedia da sempre vicina a noi, occupata dalle nostre paure, ed accorgendoci che, tutto sommato, ce la possiamo fare anche senza di lei.

Massimo Olivieri
Psicoterapeuta e Direttore del Centro La Chiave di Volta

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Se anche tu vuoi capire come affrontare il tuo dolore e imparare a vivere senza maschera… contattaci, siamo pronti ad ascoltarti.

Tel. 324.8028707 – 06.55136046 | info@centrochiavedivolta.com

 



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